Source: BeBeez | Fonte: BeBeez
The search fund model is gaining significant traction in Italy. According to new research published by the School of Management del Politecnico di Milano, the Italian market counted 37 active search fund vehicles by the end of 2025, representing an increase of 11 units compared to the previous year, a growth rate of approximately 42% year-on-year. The study, conducted in collaboration with industry partners, offers one of the most comprehensive snapshots to date of this still-emerging asset class in the Italian context.
Search funds occupy a distinctive niche within the broader private equity and entrepreneurship landscape. The model typically involves one or two entrepreneurial searchers raising a small initial pool of capital from investors to fund a structured acquisition search, followed by a larger capital raise to complete the purchase of a target company, usually a small or medium-sized enterprise (SME) with stable cash flows and a motivated seller. The searcher then steps in as operating CEO, aligning investor and operator incentives through carried interest structures.
Italy presents a particularly fertile environment for this model. The country has a dense fabric of family-owned SMEs, many of which face succession challenges as founding generations approach retirement age. This creates a pipeline of acquisition targets for search fund entrepreneurs, often in sectors such as manufacturing, business services, healthcare, and niche industrial segments. The alignment between the search fund model and Italy’s structural SME succession dynamic has not gone unnoticed by institutional observers and international investors.
The 11-unit increase recorded in 2025 is notable not only for its scale but also for what it signals about ecosystem maturity. A growing number of Italian MBA graduates and young executives are choosing the search fund path as an alternative to traditional corporate or consulting careers, supported by an expanding base of experienced search fund investors, including family offices, angel networks, and dedicated search fund funds, who understand the model’s mechanics and risk-return profile. Academic institutions such as Politecnico di Milano are playing a catalytic role in educating both searchers and investors.
Despite the positive trajectory, the Italian search fund market remains relatively small compared to more mature ecosystems in Spain, the United Kingdom, and the United States, where the model has decades of track record. Key challenges persist around deal sourcing in a relationship-driven M&A market, valuation expectations of family business owners, and the availability of senior debt financing from Italian banks comfortable with leveraged acquisition structures. Nonetheless, the data from Politecnico di Milano confirms that momentum is building, and the next few years may prove decisive for the consolidation of search funds as a recognised asset class within the Italian private capital market.
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Il modello dei search fund sta guadagnando un peso crescente in Italia. Secondo una nuova ricerca pubblicata dalla School of Management del Politecnico di Milano, il mercato italiano contava 37 veicoli search fund attivi a fine 2025, con un incremento di 11 unità rispetto all’anno precedente, una crescita di circa il 42% su base annua. Lo studio, condotto in collaborazione con partner di settore, offre una delle fotografie più complete ad oggi disponibili di questa asset class ancora emergente nel contesto italiano.
I search fund occupano una nicchia distintiva all’interno del più ampio panorama del private equity e dell’imprenditorialità. Il modello prevede tipicamente che uno o due searcher imprenditoriali raccolgano un primo pool di capitale da investitori per finanziare una ricerca strutturata di acquisizione, seguita da una raccolta più ampia per completare l’acquisto di una società target, di norma una piccola o media impresa (PMI) con flussi di cassa stabili e un venditore motivato. Il searcher assume poi il ruolo di CEO operativo, allineando gli incentivi di investitori e operatori attraverso strutture di carried interest.
L’Italia presenta un ambiente particolarmente fertile per questo modello. Il Paese dispone di un tessuto denso di PMI a controllo familiare, molte delle quali affrontano sfide di successione man mano che le generazioni fondatrici si avvicinano all’età pensionabile. Questo crea un pipeline di target di acquisizione per gli imprenditori search fund, spesso in settori come manifatturiero, servizi alle imprese, healthcare e segmenti industriali di nicchia. L’allineamento tra il modello search fund e la dinamica strutturale di successione delle PMI italiane non è passato inosservato agli osservatori istituzionali e agli investitori internazionali.
L’incremento di 11 unità registrato nel 2025 è significativo non solo per la sua entità, ma anche per ciò che segnala in termini di maturità dell’ecosistema. Un numero crescente di laureati MBA e giovani dirigenti italiani sceglie il percorso search fund come alternativa alle carriere tradizionali in ambito corporate o di consulenza, supportato da una base in espansione di investitori esperti, tra cui family office, reti di angel investor e fondi dedicati ai search fund, che comprendono la meccanica del modello e il suo profilo rischio-rendimento. Istituzioni accademiche come il Politecnico di Milano svolgono un ruolo catalizzatore nell’educazione di searcher e investitori.
Nonostante la traiettoria positiva, il mercato italiano dei search fund rimane relativamente piccolo rispetto a ecosistemi più maturi come quelli di Spagna, Regno Unito e Stati Uniti, dove il modello vanta decenni di track record. Persistono sfide cruciali legate al deal sourcing in un mercato M&A fondato sulle relazioni, alle aspettative di valutazione dei proprietari di imprese familiari e alla disponibilità di finanziamento senior debt da parte di banche italiane a proprio agio con strutture di acquisizione a leva. Ciononostante, i dati del Politecnico di Milano confermano che il momentum è in crescita, e i prossimi anni potrebbero rivelarsi decisivi per il consolidamento dei search fund come asset class riconosciuta all’interno del mercato italiano dei capitali privati.

