Source: Sifted | Fonte: Sifted
Bending Spoons, the Milan-based software company led by CEO Luca Ferrari, has set its sights on a public listing that would value the business at approximately $18 billion. In a wide-ranging interview with Sifted, Ferrari outlined the company’s long-term ambitions, describing the goal not merely as an IPO milestone but as the foundation of what he calls a “legendary institution”, a technology company built to endure across generations.
Founded in 2013 in Milan, Bending Spoons has grown into one of Europe’s most distinctive software operators, known for acquiring underperforming consumer apps (including Evernote, Meetup, and Splice) and restructuring them for profitability. The company’s model blends product engineering with aggressive operational discipline, generating strong cash flows from a portfolio of digital consumer products used by hundreds of millions of people worldwide. Ferrari has consistently positioned the firm as a builder of durable value rather than a growth-at-all-costs venture.
The IPO plans are backed by institutional confidence at the highest level. Baillie Gifford, the Edinburgh-based investment manager known for its early and sustained bets on Tesla and Amazon, is among the investors backing Bending Spoons ahead of its anticipated listing. Baillie Gifford’s involvement is a notable signal: the firm typically seeks companies with exceptional long-term compounding potential and a clearly articulated capital allocation philosophy, attributes Ferrari has worked deliberately to cultivate at Bending Spoons.
Ferrari’s language in the interview is notably un-typical for the European startup world. Rather than focusing on addressable markets or growth rates, he speaks of stewardship, permanence, and building something that outlasts its founders. This framing aligns more closely with the rhetoric of Berkshire Hathaway or private equity holding companies than with the conventional venture-backed scaling narrative. It reflects a broader strategic intent: to use public markets not as an exit, but as a mechanism to access permanent capital and broaden ownership while maintaining operational control.
For the Italian and European tech ecosystem, a successful Bending Spoons IPO at an $18 billion valuation would represent a landmark moment. Italy has produced few technology companies of genuine global scale, and a listing of this magnitude would significantly raise the profile of Milan as a hub for technology entrepreneurship and sophisticated capital formation. It would also validate a distinctive European model of software value creation, one grounded in operational efficiency and disciplined acquisition rather than purely organic hypergrowth.
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Bending Spoons, la società software milanese guidata dal CEO Luca Ferrari, punta a una quotazione in borsa che valorizzerebbe l’azienda a circa 18 miliardi di dollari. In un’ampia intervista rilasciata a Sifted, Ferrari ha delineato le ambizioni di lungo periodo della società, descrivendo l’obiettivo non semplicemente come un traguardo di quotazione, ma come la fondazione di quella che definisce una “istituzione leggendaria”, una società tecnologica costruita per durare nel tempo attraverso le generazioni.
Fondata nel 2013 a Milano, Bending Spoons è diventata uno degli operatori software più distintivi d’Europa, nota per l’acquisizione di app consumer sottoperformanti (tra cui Evernote, Meetup e Splice) e per la loro ristrutturazione in chiave di redditività. Il modello dell’azienda combina ingegneria di prodotto e rigorosa disciplina operativa, generando flussi di cassa consistenti da un portafoglio di prodotti digitali consumer utilizzati da centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. Ferrari ha costantemente posizionato la società come costruttrice di valore duraturo, piuttosto che come realtà orientata alla crescita a tutti i costi.
I piani per la quotazione sono sostenuti dalla fiducia di investitori istituzionali di primario livello. Baillie Gifford, la società di gestione patrimoniale con sede a Edimburgo, nota per le sue scommesse precoci e durature su Tesla e Amazon, figura tra gli investitori a supporto di Bending Spoons in vista della quotazione attesa. Il coinvolgimento di Baillie Gifford rappresenta un segnale significativo: la società tende a selezionare aziende con un potenziale di capitalizzazione composta eccezionale nel lungo periodo e una filosofia di allocazione del capitale chiaramente definita, caratteristiche che Ferrari ha deliberatamente coltivato in Bending Spoons.
Il linguaggio utilizzato da Ferrari nell’intervista è notevolmente atipico per il mondo delle startup europee. Invece di concentrarsi su mercati indirizzabili o tassi di crescita, parla di gestione responsabile, permanenza e della costruzione di qualcosa che sopravviva ai suoi fondatori. Questo approccio si avvicina più alla retorica di Berkshire Hathaway o delle holding di private equity che alla convenzionale narrativa delle startup venture-backed orientate alla scalabilità. Riflette un’intenzione strategica più ampia: utilizzare i mercati pubblici non come exit, ma come meccanismo per accedere a capitale permanente e ampliare l’azionariato mantenendo il controllo operativo.
Per l’ecosistema tecnologico italiano ed europeo, una quotazione di successo di Bending Spoons a una valutazione di 18 miliardi di dollari rappresenterebbe un momento storico. L’Italia ha prodotto poche società tecnologiche di scala davvero globale, e una quotazione di questa portata innalzerebbe significativamente il profilo di Milano come polo per l’imprenditoria tecnologica e la formazione di capitale sofisticato. Validerebbe inoltre un modello europeo distintivo di creazione di valore nel software, fondato sull’efficienza operativa e sulle acquisizioni disciplinate piuttosto che sulla sola ipercrescita organica.

